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SICUREZZA NELLO SPETTACOLO DAL VIVO: sono aperte le iscrizioni per 4 nuovi percorsi formativi

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Ottobre/Dicembre 2014 – Bologna

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MANAGEMENT DELLA SICUREZZA PER LO SPETTACOLO DAL VIVO Ed. 3 |Scarica il bando e la scheda di iscrizione qui

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FORMAZIONE SPECIALISTICA PER L’ALLESTIMENTO SCENICO DI SPETTACOLI TEATRALI 17, 18, 24 novembre 2014 | Scarica la scheda di iscrizione qui

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FORMAZIONE SPECIALISTA PER TECNICI DEI SETTORI AUDIO, VIDEO, LUCI 20-21-27-28 ottobre 2014 | Scarica la scheda di iscrizione qui

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– STUDIO DI ESPERIENZE CONCRETE E BEST PRACTICE

Clicca qui per accedere alla sezione dedicata al progetto e avere maggiori informazioni.

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Corso Web e social network per la cultura. Intervista a Marco Zanichelli

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Marco Zanichelli, art director e graphic designer, ha lavorato per clienti nazionali e internazionali e negli ultimi anni ha collaborato con diversi Musei ed Enti Culturali. E’ uno dei docenti del corso “Web e Social Network per la cultura” organizzato da Fondazione Ater Formazione, che si terrà a partire dalla metà di maggio a Bologna. Ecco le sue opinioni sul corso.

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FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Secondo lei, chi partecipa al corso “Web e Social Network per la Cultura” quali opportunità potrà avere nel mondo del lavoro?

MARCO ZANICHELLI: Potrà rivolgersi al mercato in espansione della produzione di contenuti per il web e i social network, al mercato degli eventi site e specifiche, al mondo della progettazione di applicazioni per smartphone e tablet.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: A suo parere, chi è particolarmente indicato a frequentare questo corso?

MZ: Il tratto distintivo credo sia la curiosità: curiosità verso il mondo culturale, artistico, sia di livello “alto” che popolare, e soprattutto curiosità verso il pubblico. La relazione tra i due mondi, produttori di contenuti e fruitori, è sempre più sfumata, tanto che si parla infatti di “prosumer”. E’ da questo inedito incontro che nascono le idee più innovative ed originali del cosiddetto web 2.0.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Quali argomenti tratterà durante le sue lezioni?

MZ: Mostrerò il making of di diversi lavori che ho progettato negli ultimi anni per musei ed eventi culturali; tra gli altri: “Segui i tuoi fiorini”, un serious game per Palazzo Strozzi di Firenze, selezionato l’anno scorso a Museum Next di Barcellona; “Artemisia 2.0”, una mostra “transmediale” progettata per Spazio Gerra, a Reggio Emilia; “Marsili’s Spirit”, una app per una mostra condivisa da 5 musei di Bologna. Parlerò anche di cultural heritage, interaction design, gamification, marketing di prossimità, motion graphic e web design.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Perché è così importante, oggi, la formazione nell’ambito del web 2.0 per chi lavora nella cultura?

MZ: La rete è un canale di comunicazione sempre più pervasivo ed immediato; l’aumento della velocità di connessione, la diffusione di device sempre più potenti e “portabili” consentono interazioni dirette con il pubblico, finora praticamente inesplorate. Siti web, social network, blog, applicazioni native e webapp, motori di ricerca, sono tutte opportunità per entrare in relazione con il proprio pubblico, ma anche nuovi spazi dove creare e mostrare contenuti culturali. Questa doppia funzione di “media” e spazio “espositivo” rendono il web 2.0 un ecosistema imprescindibile da esplorare e utilizzare.

Corso Web e social network per la cultura. Intervista a Andrea Maulini

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Andrea Maulini, Amministratore Delegato di Simulation Intelligence ed esperto di social network per la cultura, è  uno dei docenti del corso “Web e Social Network per la cultura” organizzato da Fondazione Ater Formazione, che si terrà a partire dalla metà di maggio a Bologna. Gli abbiamo chiesto un parere sul ruolo di questi strumenti di comunicazione per il settore culturale e sull’importanza di un corso di formazione dedicato a queste tematiche.

Corso Ater "Web e social network per la cultura"

Il settore culturale è già tra i più avanzati per quanto riguarda la comunicazione on-line e social: per le caratteristiche del target (livello d’istruzione alto, reddito medio-alto, forti utenti Internet) e per le molteplici possibilità di comunicazione, ma anche perché ha un concetto di “comunità” molto forte, che trova nel web un canale “naturale” di estensione. Per questo, soprattutto in questo periodo, un corso come quello proposto da Fondazione Ater Formazione è, a mio parere, fondamentale, visti i rapidissimi cambiamenti avvenuti negli ultimi anni e quelli, altrettanto importanti, ancora in atto.

Cosa si può fare, quindi, con i social media? Non sono solo Facebook, Twitter e gli altri social network, ad essere importanti. Si può fare molto di più, già oggi.

Ad esempio, raccontare: con dei blog che mostrano il lavoro che c’è dietro la costruzione di uno spettacolo, come fa Royal Shakespeare Company; con un canale YouTube che propone promo, estratti, interviste, “dietro le quinte”, come fa Royal Opera House; con uno storify con la storia della comunicazione “social”, come il Fringe di Edimburgo; con un canale Pinterest con splendidi contenuti visuali, come il Teatro alla Scala;

Ma anche condividere contenuti e fare partecipare in maniera diretta gli utenti, come il Brooklyn Museum di New York che ha un sistema social tra i più avanzati al mondo, non solo nel settore culturale;

Sviluppare servizi a valore aggiunto esclusivamente via web, come i Berliner Philarmoniker, la cui Digital Concert Hall ha un numero di iscritti (a pagamento) superiore al pubblico degli eventi in sala, o il MOMA di New York, che ha recentemente lanciato MOMA Digital;

E perfino raccogliere fondi per i propri progetti: il grande successo negli Stati Uniti di Kickstarter, che ha raccolto finora più di 10 milioni di dollari in finanziamenti, ha portato anche in Italia alla nascita di piattaforme di crowdfunding, come Produzioni dal Basso o Eppela;

Non ultimo, vendere: Piccolo Card, la community on-line del Piccolo Teatro di Milano, conta ormai più di 125.000 iscritti, con fatturato che ha recentemente superato il 30% di quello complessivo.

Lo spazio di azione, come si vede, è amplissimo. Ma c’è ancora davvero tanto da esplorare…

Master in Imprenditoria dello Spettacolo. Intervista a Corinna Conci

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Cinque domande a Corinna Conci, allieva del Master A.A. 2011/12. Ha svolto lo stage presso l’Osservatorio dello Spettacolo della Regione Emilia Romagna.

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FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: A che cosa ti è servito di più il Master in Imprenditoria dello Spettacolo che hai frequentato?

CORINNA CONCI: Questo Master mi è servito a capire che l’apparente contrasto tra natura creativa e attitudine alla concretezza genera un motore che si può guidare con cognizione precisa.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Quali materie hai trovato più interessanti?

CC: Mi hanno affascinato i racconti delle sfide culturali dei nostri insegnanti: le leggi, gli spettacoli, i metodi, sono i risultati di idee e decisioni di uomini e donne presenti in retroscena stra-ordinari dove si respirano incertezze e cambiamenti continui. Ho trovato interessante capire il funzionamento di grandi realtà in un mondo culturale complesso sia per la sua gestione che per il momento storico in cui si trova. Mi è piaciuta la fotografia realistica di questo settore densissimo e instabile che ha il suo punto di forza nella sua debolezza.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Pensi che il corso possa aiutarti nel tuo lavoro? Come?

CC: Collegare con una linea immaginaria punti distanti ti permette di visualizzare un disegno: il messaggio di cultura trasversale del Master permette di passare con consapevolezza da un punto di vista ad un altro. Questo meccanismo è fondamentale per me che lavoro in diversi settori come l’arte contemporanea, la psicologia e l’organizzazione di eventi.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: A chi consiglieresti di iscriversi?

CC: Se il Master in Imprenditoria dello Spettacolo fosse una persona, avrebbe un’identità solida ma multiforme: saprebbe destreggiarsi in diversi argomenti, dal management al costume teatrale, dalla danza alla legislazione, dal marketing alla musica, dalla psicologia all’economia. Presenterei questa persona sconosciuta a qualcuno che ha molta curiosità, la chiave che traduce discorsi apparentemente controversi in una lingua necessaria.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Cosa diresti per consigliare agli interessati l’iscrizione?

CC: Consiglierei questo Master a chi ha sensibilità sia per materie umanistiche che per materie economiche: è importante avere pre-disposizione verso entrambi questi mondi che si sostengono e vivono l’uno dell’altro. Durante la parte teorica del Master le lezioni sono impostate comunque per compensare le specializzazioni degli iscritti che possiedono lauree diverse tra loro; ci si trova così a sviscerare metodologie di gestione aziendale e l’ora seguente ci si immerge in elementi di drammaturgia teatrale. Nella parte pratica di Stage invece si potrà prendere una decisione più specifica ai propri interessi.

Master in Imprenditoria dello Spettacolo. Intervista a Roberto Calari

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Cinque domande a Roberto Calari, Responsabile Area Cultura di Legacoop Bologna ed Emilia Romagna e vicepresidente di Fondazione Ater Formazione. Al Master in Imprenditoria dello Spettacolo insegna Autoimprenditorialità nello spettacolo e nella cultura.

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FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Come definiresti, in una frase, il Master in Imprenditoria dello Spettacolo?

ROBERTO CALARI: Una opportunità importante per costruire basi più solide per svolgere un ruolo nel mondo dello spettacolo e per unire una solida formazione teorica con un’esperienza diretta nelle principali imprese del settore a livello regionale o nazionale.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Quali sono, secondo te, i punti di forza del Master?

RC: In primo luogo la capacità di leggere i cambiamenti dei contenuti professionali richiesti dalle imprese del settore, una visione internazionale dei mercati, un’ottica interdisciplinare che tende a creare una capacità nuova di pensare all’interazione tra linguaggi e mercati della cultura. E poi la capacità di fornire un metodo e strumenti per analizzare il contesto sociale,economico e culturale in cui un’impresa della cultura è inserita o si deve inserire per ottimizzare la propria capacità di investimento, sviluppo e crescita e per affermare la propria responsabilità e funzione sociale.
Un altro punto di forza indubitabile è, poi, costituito dal fatto che attorno all’Università di Bologna, una delle più prestigiose del mondo, sta una realtà specializzata nell’alta formazione tecnica, artistica e manageriale, come Fondazione Ater Formazione, strumento che nasce dalle principali associazioni di categoria del settore spettacolo in Emilia-Romagna: Ater, Agis, Legacoop.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Cosa insegnerai al Master?

RC: Insegno autoimprenditorialità nel settore dello spettacolo e della cultura, nell’ottica, ampia, dei 13 settori della industria culturale e dell’industria creativa proprie degli studi più recenti dell’Unione Europea. In ogni impresa culturale è fondamentale sviluppare un apporto critico, una capacità di ogni risorsa umana di apportare energie, idee, forza vitale e creatività: per fare questo ci vuole insieme grande umiltà e capacità di apprendimento dalle figure organizzative ed artistiche dell’impresa, ma ci vuole anche una formazione adeguata “trasversale”, una capacità di conoscere le diverse funzioni dell’impresa e di sapersi inserire in questo contesto. Il Master cerca di creare le condizioni e gli stimoli affinché questo processo di apprendimento verso una più forte capacità di autonomia possa avvenire. Le decine di progetti di impresa che ho visto realizzare in questi anni dagli studenti del master nella simulazione finale del modulo rappresentano la ricchezza ed il talento che si può esprimere nel momento in cui si passa dal pensarsi come “dipendenti”, al pensarsi come “risorsa” di un’impresa della cultura o come “imprenditori di se stessi”: non a caso alcune di queste idee di impresa si sono poi realizzate concretamente ed hanno rappresentato un ulteriore opportunità di trasferire le conoscenze acquisite nel master nel mondo dell’impresa.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: A chi consiglieresti di iscriversi?

RC: A giovani con percorsi universitari in area umanistica o tecnica che abbiano una forte motivazione professionale verso il settore della cultura e che vogliano assumere, con la dovuta gradualità, ruoli direttivi e manageriali o che vogliano acquisire ulteriori competenze di alta formazione finalizzata ad accrescere la loro capacità di gestione di un’impresa nel settore.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Cosa diresti per consigliare agli interessati l’iscrizione?

RC: Che è una scelta importante, che certamente, come hanno dimostrato le esperienze di questi ultimi venti anni, può creare le condizioni per entrare dalla porta principale nel mondo delle imprese che producono cultura in Italia o in Europa. Bisogna applicarsi nello studio e nello stage ( un’esperienza lunga e formativa nelle imprese del settore) sapendo che passione, capacità di relazione e rigore nello studio possono creare le condizioni per importanti percorsi e ruoli nelle imprese o nelle Istituzioni culturali. Iscriversi è, quindi, un investimento ed una scelta importante per chi voglia effettivamente tentare di costruirsi il proprio futuro professionale nella cultura. E’ una scelta difficile, il cui esito non è scontato, ma credo di poter dire, alla luce di questi anni di esperienza, che il Master possa contribuire a fare la differenza e a dare a chi lo frequente gli elementi conoscitivi e le esperienze indispensabili.

Master in Imprenditoria dello Spettacolo. Intervista ad Antonio Taormina

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Cinque domande ad Antonio Taormina, Direttore del Settore Osservatorio e Ricerca di ATER – Associazione Teatrale Emilia Romagna. Al Master è presente come docente e coordinatore.

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FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Come definiresti, in una frase, il Master in Imprenditoria dello Spettacolo?

ANTONIO TAORMINA: Un corso di studi qualificato per quanti vogliono occuparsi professionalmente di management delle performing arts. E’ anche il primo master con tale specializzazione istituito da una università italiana.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Quali sono, secondo te, i punti di forza del Master?

AT: Sono molteplici: la presenza di uno staff di docenti di altissimo livello, che nel tempo ha costantemente aggiornato i piani didattici in relazione all’evoluzione delle competenze necessarie al settore; il rapporto consolidato con il mondo delle imprese, che consente l’organizzazione di tirocini mirati e strutturati e al contempo un rapporto diretto con il mercato del lavoro; la dichiarata specializzazione e dunque l’evidenza degli obiettivi.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Cosa insegnerai al Master?

AT: Marketing e comunicazione secondo una visione interdisciplinare, con specifico riferimento ai temi legati al  monitoraggio e all’osservazione della cultura.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: A chi consiglieresti di iscriversi?

AT: Ad aspiranti professionisti dello spettacolo consapevoli delle difficoltà ma anche delle potenzialità del settore.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Cosa diresti per consigliare agli interessati l’iscrizione?

AT: La rinascita del nostro Paese, secondo i più autorevoli studi e secondo istituzioni quali l’Unione Europea, è legata all’investimento in cultura e alla sua valorizzazione. E’ un processo improcrastinabile: richiederà nuove figure professionali che solo corsi post laurea di questo tipo possono formare. Lavoriamo per un futuro più vicino di quanto possa sembrare.

Master in Imprenditoria dello Spettacolo. Intervista a Lucio Argano

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Cinque domande a Lucio Argano, docente presso l’Università Roma Tre e l’Università Cattolica di Milano. Al Master insegnerà Project Management degli Eventi di Spettacolo.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Come definiresti, in una frase, il Master in Imprenditoria dello Spettacolo?

LUCIO ARGANO: Una tradizione ed una certezza sin dai primi anni ’90 nella formazione organizzativa dello spettacolo dal vivo in ambito universitario pubblico.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Quali sono, secondo te, i punti di forza del Master?

LA: La sua storia, l’Ater Formazione e la sua esperienza pluriennale nello specifico della formazione nello spettacolo, la presenza del prestigioso Dams dell’Università di Bologna, la rete dei docenti che per metà sono professionisti del settore, il profilo istituzionale, il costo.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Cosa insegnerai al Master?

LA: Project management degli eventi di spettacolo.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: A chi consiglieresti di iscriversi?

LA: Studenti universitari, giovani artisti che vogliono riqualificare le proprie competenze.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Cosa diresti per consigliare agli interessati l’iscrizione?

LA: Questo master, a differenza di altri di impostazione più manageriale, cerca di equilibrare l’artigianalità e le tradizionali prassi del lavoro organizzativo dello spettacolo con l’innovazione delle moderne pratiche di gestione, cercando di stimolare le capacità imprenditoriali ed auto imprenditoriali dei partecipanti e fornendo al riguardo consapevolezza, strumenti ed approcci. Utile per avere una chance in più da giocare lavorativamente nel settore dello spettacolo dal vivo.