Master

Master in Imprenditoria dello Spettacolo. Intervista a Corinna Conci

Postato il Aggiornato il

Cinque domande a Corinna Conci, allieva del Master A.A. 2011/12. Ha svolto lo stage presso l’Osservatorio dello Spettacolo della Regione Emilia Romagna.

l

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: A che cosa ti è servito di più il Master in Imprenditoria dello Spettacolo che hai frequentato?

CORINNA CONCI: Questo Master mi è servito a capire che l’apparente contrasto tra natura creativa e attitudine alla concretezza genera un motore che si può guidare con cognizione precisa.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Quali materie hai trovato più interessanti?

CC: Mi hanno affascinato i racconti delle sfide culturali dei nostri insegnanti: le leggi, gli spettacoli, i metodi, sono i risultati di idee e decisioni di uomini e donne presenti in retroscena stra-ordinari dove si respirano incertezze e cambiamenti continui. Ho trovato interessante capire il funzionamento di grandi realtà in un mondo culturale complesso sia per la sua gestione che per il momento storico in cui si trova. Mi è piaciuta la fotografia realistica di questo settore densissimo e instabile che ha il suo punto di forza nella sua debolezza.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Pensi che il corso possa aiutarti nel tuo lavoro? Come?

CC: Collegare con una linea immaginaria punti distanti ti permette di visualizzare un disegno: il messaggio di cultura trasversale del Master permette di passare con consapevolezza da un punto di vista ad un altro. Questo meccanismo è fondamentale per me che lavoro in diversi settori come l’arte contemporanea, la psicologia e l’organizzazione di eventi.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: A chi consiglieresti di iscriversi?

CC: Se il Master in Imprenditoria dello Spettacolo fosse una persona, avrebbe un’identità solida ma multiforme: saprebbe destreggiarsi in diversi argomenti, dal management al costume teatrale, dalla danza alla legislazione, dal marketing alla musica, dalla psicologia all’economia. Presenterei questa persona sconosciuta a qualcuno che ha molta curiosità, la chiave che traduce discorsi apparentemente controversi in una lingua necessaria.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Cosa diresti per consigliare agli interessati l’iscrizione?

CC: Consiglierei questo Master a chi ha sensibilità sia per materie umanistiche che per materie economiche: è importante avere pre-disposizione verso entrambi questi mondi che si sostengono e vivono l’uno dell’altro. Durante la parte teorica del Master le lezioni sono impostate comunque per compensare le specializzazioni degli iscritti che possiedono lauree diverse tra loro; ci si trova così a sviscerare metodologie di gestione aziendale e l’ora seguente ci si immerge in elementi di drammaturgia teatrale. Nella parte pratica di Stage invece si potrà prendere una decisione più specifica ai propri interessi.

Annunci

Master in Imprenditoria dello Spettacolo. Intervista a Roberto Calari

Postato il Aggiornato il

Cinque domande a Roberto Calari, Responsabile Area Cultura di Legacoop Bologna ed Emilia Romagna e vicepresidente di Fondazione Ater Formazione. Al Master in Imprenditoria dello Spettacolo insegna Autoimprenditorialità nello spettacolo e nella cultura.

Jazz

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Come definiresti, in una frase, il Master in Imprenditoria dello Spettacolo?

ROBERTO CALARI: Una opportunità importante per costruire basi più solide per svolgere un ruolo nel mondo dello spettacolo e per unire una solida formazione teorica con un’esperienza diretta nelle principali imprese del settore a livello regionale o nazionale.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Quali sono, secondo te, i punti di forza del Master?

RC: In primo luogo la capacità di leggere i cambiamenti dei contenuti professionali richiesti dalle imprese del settore, una visione internazionale dei mercati, un’ottica interdisciplinare che tende a creare una capacità nuova di pensare all’interazione tra linguaggi e mercati della cultura. E poi la capacità di fornire un metodo e strumenti per analizzare il contesto sociale,economico e culturale in cui un’impresa della cultura è inserita o si deve inserire per ottimizzare la propria capacità di investimento, sviluppo e crescita e per affermare la propria responsabilità e funzione sociale.
Un altro punto di forza indubitabile è, poi, costituito dal fatto che attorno all’Università di Bologna, una delle più prestigiose del mondo, sta una realtà specializzata nell’alta formazione tecnica, artistica e manageriale, come Fondazione Ater Formazione, strumento che nasce dalle principali associazioni di categoria del settore spettacolo in Emilia-Romagna: Ater, Agis, Legacoop.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Cosa insegnerai al Master?

RC: Insegno autoimprenditorialità nel settore dello spettacolo e della cultura, nell’ottica, ampia, dei 13 settori della industria culturale e dell’industria creativa proprie degli studi più recenti dell’Unione Europea. In ogni impresa culturale è fondamentale sviluppare un apporto critico, una capacità di ogni risorsa umana di apportare energie, idee, forza vitale e creatività: per fare questo ci vuole insieme grande umiltà e capacità di apprendimento dalle figure organizzative ed artistiche dell’impresa, ma ci vuole anche una formazione adeguata “trasversale”, una capacità di conoscere le diverse funzioni dell’impresa e di sapersi inserire in questo contesto. Il Master cerca di creare le condizioni e gli stimoli affinché questo processo di apprendimento verso una più forte capacità di autonomia possa avvenire. Le decine di progetti di impresa che ho visto realizzare in questi anni dagli studenti del master nella simulazione finale del modulo rappresentano la ricchezza ed il talento che si può esprimere nel momento in cui si passa dal pensarsi come “dipendenti”, al pensarsi come “risorsa” di un’impresa della cultura o come “imprenditori di se stessi”: non a caso alcune di queste idee di impresa si sono poi realizzate concretamente ed hanno rappresentato un ulteriore opportunità di trasferire le conoscenze acquisite nel master nel mondo dell’impresa.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: A chi consiglieresti di iscriversi?

RC: A giovani con percorsi universitari in area umanistica o tecnica che abbiano una forte motivazione professionale verso il settore della cultura e che vogliano assumere, con la dovuta gradualità, ruoli direttivi e manageriali o che vogliano acquisire ulteriori competenze di alta formazione finalizzata ad accrescere la loro capacità di gestione di un’impresa nel settore.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Cosa diresti per consigliare agli interessati l’iscrizione?

RC: Che è una scelta importante, che certamente, come hanno dimostrato le esperienze di questi ultimi venti anni, può creare le condizioni per entrare dalla porta principale nel mondo delle imprese che producono cultura in Italia o in Europa. Bisogna applicarsi nello studio e nello stage ( un’esperienza lunga e formativa nelle imprese del settore) sapendo che passione, capacità di relazione e rigore nello studio possono creare le condizioni per importanti percorsi e ruoli nelle imprese o nelle Istituzioni culturali. Iscriversi è, quindi, un investimento ed una scelta importante per chi voglia effettivamente tentare di costruirsi il proprio futuro professionale nella cultura. E’ una scelta difficile, il cui esito non è scontato, ma credo di poter dire, alla luce di questi anni di esperienza, che il Master possa contribuire a fare la differenza e a dare a chi lo frequente gli elementi conoscitivi e le esperienze indispensabili.

Master in Imprenditoria dello Spettacolo. Intervista ad Antonio Taormina

Postato il Aggiornato il

Cinque domande ad Antonio Taormina, Direttore del Settore Osservatorio e Ricerca di ATER – Associazione Teatrale Emilia Romagna. Al Master è presente come docente e coordinatore.

balletto

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Come definiresti, in una frase, il Master in Imprenditoria dello Spettacolo?

ANTONIO TAORMINA: Un corso di studi qualificato per quanti vogliono occuparsi professionalmente di management delle performing arts. E’ anche il primo master con tale specializzazione istituito da una università italiana.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Quali sono, secondo te, i punti di forza del Master?

AT: Sono molteplici: la presenza di uno staff di docenti di altissimo livello, che nel tempo ha costantemente aggiornato i piani didattici in relazione all’evoluzione delle competenze necessarie al settore; il rapporto consolidato con il mondo delle imprese, che consente l’organizzazione di tirocini mirati e strutturati e al contempo un rapporto diretto con il mercato del lavoro; la dichiarata specializzazione e dunque l’evidenza degli obiettivi.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Cosa insegnerai al Master?

AT: Marketing e comunicazione secondo una visione interdisciplinare, con specifico riferimento ai temi legati al  monitoraggio e all’osservazione della cultura.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: A chi consiglieresti di iscriversi?

AT: Ad aspiranti professionisti dello spettacolo consapevoli delle difficoltà ma anche delle potenzialità del settore.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Cosa diresti per consigliare agli interessati l’iscrizione?

AT: La rinascita del nostro Paese, secondo i più autorevoli studi e secondo istituzioni quali l’Unione Europea, è legata all’investimento in cultura e alla sua valorizzazione. E’ un processo improcrastinabile: richiederà nuove figure professionali che solo corsi post laurea di questo tipo possono formare. Lavoriamo per un futuro più vicino di quanto possa sembrare.

Master in Imprenditoria dello Spettacolo. Intervista a Lucio Argano

Postato il Aggiornato il

Cinque domande a Lucio Argano, docente presso l’Università Roma Tre e l’Università Cattolica di Milano. Al Master insegnerà Project Management degli Eventi di Spettacolo.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Come definiresti, in una frase, il Master in Imprenditoria dello Spettacolo?

LUCIO ARGANO: Una tradizione ed una certezza sin dai primi anni ’90 nella formazione organizzativa dello spettacolo dal vivo in ambito universitario pubblico.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Quali sono, secondo te, i punti di forza del Master?

LA: La sua storia, l’Ater Formazione e la sua esperienza pluriennale nello specifico della formazione nello spettacolo, la presenza del prestigioso Dams dell’Università di Bologna, la rete dei docenti che per metà sono professionisti del settore, il profilo istituzionale, il costo.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Cosa insegnerai al Master?

LA: Project management degli eventi di spettacolo.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: A chi consiglieresti di iscriversi?

LA: Studenti universitari, giovani artisti che vogliono riqualificare le proprie competenze.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Cosa diresti per consigliare agli interessati l’iscrizione?

LA: Questo master, a differenza di altri di impostazione più manageriale, cerca di equilibrare l’artigianalità e le tradizionali prassi del lavoro organizzativo dello spettacolo con l’innovazione delle moderne pratiche di gestione, cercando di stimolare le capacità imprenditoriali ed auto imprenditoriali dei partecipanti e fornendo al riguardo consapevolezza, strumenti ed approcci. Utile per avere una chance in più da giocare lavorativamente nel settore dello spettacolo dal vivo.

Master in Imprenditoria dello Spettacolo. Intervista a Paola Bignami

Postato il Aggiornato il

Cinque domande a Paola Bignami, Docente Titolare di Teoria e Storia della Scenografia presso il Corso di Laurea DAMS e Docente Titolare di Storia del costume presso la Laurea Magistrale in Discipline dello spettacolo dal vivo. E’ Direttore del Master in Imprenditoria dello Spettacolo.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Come definirebbe, in una frase, il Master in Imprenditoria dello Spettacolo?

PAOLA BIGNAMI: Uno strumento utile per conoscere ed imparare l’organizzazione che sta dietro le quinte.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Quali sono, secondo lei, i punti di forza del Master?

PB: L’obbligo della frequenza e quindi l’incontro con gli operatori del settore oltre ad un tirocinio (o stage) personalizzato ed individuale per ciascun allievo.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Cosa insegnerà al Master?

PB: Organizzazione dello spazio; all’interno anche analisi  dei materiali (scene e costumi) derivati dallo spettacolo come strumenti di  promozione culturale e nuovo marketing.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: A chi consiglierebbe di iscriversi?

PB: chi voglia rimanere a lungo nel mondo dello spettacolo, senza fare l’artista (cantante, attore o regista) ma lavorando creativamente in equipe con un’ attività impegnativa, talvolta frenetica ma molto soddisfacente.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Cosa direbbe per consigliare agli interessati l’iscrizione?

PB: Non sta a noi, naturalmente, dire che siamo tra i migliori nel settore della formazione! Sicuramente, però, il nostro Master è (uno dei, o forse il più…) serio per esperienza, tradizione, impegno.

Master in Imprenditoria dello Spettacolo. Intervista a Lorenzo Scarpellini

Postato il Aggiornato il

Cinque domande a Lorenzo Scarpellini, consulente per i rapporti istituzionali dell’Associazione Generale Italiana dello Spettacolo (AGIS). Al Master insegnerà Legislazione dello Spettacolo.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Come definiresti, in una frase, il Master in Imprenditoria dello Spettacolo?

LORENZO SCARPELLINI: Un’immersione piena dietro le quinte dei teatri e dentro gli uffici di donne e uomini che producono cultura.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Quali sono, secondo te, i punti di forza del Master?

LS: I rigidi criteri di selezione dei partecipanti; il collegamento reale con le imprese; la riconosciuta qualità del corpo insegnante, ovviamente me escluso.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Cosa insegnerai al Master?

LS: Il mio obiettivo è fare capire che le leggi, le circolari, i regolamenti e quant’altro di norme non sono categorie dello spirito, ma arterie pulsanti che innervano il corpo vivo dello spettacolo.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: A chi consiglieresti di iscriversi?

LS: A tutte le donne e gli uomini che intendono fare una scelta importante per la collettività, oltre che per il loro futuro.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Cosa diresti per consigliare agli interessati l’iscrizione?

LS: Venite, ci divertiremo parlando di leggi ma anche di poesia, letteratura, canzoni, di antiche leggende e della globalizzazione dell’economia: in sostanza di cosa significa fare cultura oggi. Una opportunità importante per costruire basi più solide, per svolgere un ruolo nel mondo dello spettacolo e per unire una solida formazione teorica con un’esperienza diretta nelle principali imprese del settore a livello regionale o nazionale.

Comunicare la cultura. Intervista ad Angelo Varni

Postato il Aggiornato il

Angelo Varni è il direttore della Scuola Superiore di Giornalismo dell’Università di Bologna. Parteciperà al corso di Fondazione Ater dedicato alla comunicazione culturale in qualità di docente. Lo abbiamo intervistato chiedendogli qualche anticipazione sui temi che tratterà durante le lezioni

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Secondo la sua esperienza professionale, in che modo i nuovi mezzi hanno cambiato il modo di comunicare e quanto importa conoscerli ed essere in grado di utilizzarli?

ANGELO VARNI: La risposta è ovvia: i nuovi mezzi di comunicazione hanno trasferito l’informazione verso un livello di velocità e di immediatezza prima sconosciuto. Questo comporta tanto le necessarie competenze nell’uso di strumentazioni ben più numerose rispetto alla tradizionale abilità di scrittura, quanto una rapidità interpretativa dell’evento che richiede un ricco bagaglio di competenze estese a più campi del sapere. Paradossalmente, cioè, il ridursi degli spazi a disposizione per una trattazione della notizia obbliga il comunicatore ad evitare il rischio di superficialità attraverso l’acquisizione di un bagaglio conoscitivo immediatamente a disposizione.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Che impatto hanno avuto i nuovi media nell’ambito della comunicazione culturale?

AV: Per quanto si riferisce alla comunicazione culturale il cambiamento più rilevante ha riguardato l’uso delle reti informative personalizzate e socializzate. La comunicazione deve, quindi, sempre più organizzare un pubblico specifico, essere in grado di selezionarlo e di rapportarsi ad esso con un linguaggio consapevole delle sue esigenze e delle sue caratteristiche peculiari. Social network e blog stanno sostituendo, anche a livello delle grandi istituzioni culturali, i tradizionali messaggi affidati a strumenti cartacei con evidente necessità di saperli usare nel modo più appropriato.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Nuovi strumenti, nuove figure professionali. Quali sbocchi professionali esistono e perché consiglierebbe questo corso?

AV: Un simile cambiamento di strumenti e di linguaggi richiede senza alcun dubbio una preparazione specifica sia in termini di linguaggio che sotto il profilo di un continuo aggiornamento delle tecnologie via via modificantesi a ritmi accelerati. È con tale preparazione che sarà possibile rispondere alle domande di un mercato del lavoro spesso sollecitato dal “nuovo”, ma sovente incapace di capirne fino in fondo le potenzialità, al punto che forse appare necessario proporsi di preparare anche la domanda proveniente dal mercato.