L’importanza delle Reti Creative: intervista a Elena Lai da laculturachevorrei.it

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Da La Cultura che vorrei, il nostro blog di informazione dal mondo della cultura e della creatività, un’intervista a Elena Lai, segretario generale del network CEPI. Riflessioni sull’importanza delle reti tra imprese dell’ICC e del loro potenziale in termini di competitività e presenza nel mercato nazionale e internazionale.

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Ricordiamo che la scadenza delle iscrizioni del corso di Ater Formazione Reti Creative è il 26 Ottobre! Per l’iscrizione, inviate il modulo (trovate il link sotto) corredato di curriculum al numero di fax 0512911057.

Scheda iscrizione corso Costruire Reti Creative

Sull’importanza dell’aggregazione delle imprese del settore cultura e creatività: le riflessioni di Elena Lai, segretario generale del CEPI, ente fondato nel 1989 che ad oggi rappresenta più di 8000 produttori indipendenti in Europa.

Elena, qual è la tua esperienza nel campo delle “reti creative”?

Sono Segretario Generale di CEPI, coordinamento europeo dei produttori indipendenti del settore audiovisivo con base a Bruxelles, che rappresenta gli interessi dei produttori indipendenti di cinema e tv.
Ci occupiamo di temi come il copyright (lotta alla pirateria, diritti TV, archivi e distribuzione di contenuto online), fondi per il settore audiovisivo (Europa creativa e aiuti nazionali) e lavoriamo per favorire la circolazione del contenuto audiovisivo in Europea indirizzandoci verso un pubblico sempre piu’ vasto di consumatori. Un tema molto importante per noi è anche quello del rapporto tra le legislazioni nazionali e le loro prerogative, che sono in gran parte differenti all’interno dell’Europa e tutto quel che ne consegue per il mercato e le politiche vengono determinate al livello Europeo.

Quali sono gli apetti più importanti delle reti per il settore creativo?

Nel nostro caso, ovvero quello di un network europeo, fare lobby e avere la possibilità di influenzare la Commissione e le altre istituzioni europee. Queste azioni sono molto più efficaci attraverso una rete a livello europeo; occorre aggregare singoli soggetti nazionali ma allo stesso tempo bisogna trovare gli elementi portanti da difendere (ad esempio, per i produttori indipendenti, il copyright) perche’ e’ necessario stabilire delle priorita’ e avere una strategia e delle lineee guida. Bisogna anche cercare di trovare un punto di equilibrio tra le esigenze degli stati membri e la visione della Commissione e del Parlamento, Il volere di questi 3 soggetti non sempre coincide .
Un altro difficile punto di equilibrio è quello tra l’aspetto artistico/culturale e il mercato, perché si tratta’ pur sempre un’industria, e questo non è sempre facile, ma è cruciale per il futuro del settore creativo comprendere le rispettive esigenze, le differenze e le priorita’ del settore per ottenere I maggiori benefici per le piccole e medie imprese nel rispetto della cultura e della creatività.

Quali sono le doti necessarie a un “manager di rete”, dal tuo punto di vista?

Un mix di diplomazia, visione strategica e capacità politica, oltre a una conoscenza approfondita dell’oggetto di cui si tratta, delle sue problematiche e dei soggetti coinvolti nella rete… non è semplice!

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