«L’unione fa la forza!»: Giorgia Boldrini parla del Corso Costruire Reti Creative

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Giorgia Boldrini ha ideato il progetto IncrediBOL nel 2010. In un momento di persistente crisi economica, il settore culturale e creativo viene additato, in tutta Europa e oltre, come uno dei settori con il più alto potenziale di sviluppo economico e di creazione di occupazione. Ciononostante, a un grande capitale in termini di creatività e di prodotti non corrisponde un’adeguata struttura economica, manageriale e commerciale. IncrediBOL, una rete pubblico-privata, è nata con l’intento di offrire occasioni per fare rete, spazi e servizi al settore culturale e creativo dell’Emilia-Romagna per favorirne i processi di sviluppo.

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FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Perché è importante “costruire reti creative”?

GIORGIA BOLDRINI: Perché l’unione fa la forza! Il settore culturale e creativo è un ambito particolarmente promettente e fertile, ma altrettanto frammentato e dispersivo: le sue grandi potenzialità in termini di creazione di occupazione e sviluppo economico non sono sfruttate appieno, e la costruzione di “reti creative” è una delle misure principali da adottare per garantirsi un futuro nel campo della cultura e della creatività.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Ma cosa significa, in sostanza, costruire reti creative?

GB: Significa prima di tutto aprirsi a un modello di lavoro basato sulla collaborazione, una  modalità di lavoro europea più che italiana, perché specialmente in questo campo è necessario mantenere salda la propria specificità artistica creativa, ma saper condividere spazi, servizi, opportunità e strategie di crescita in modo da poter fare “massa critica”, accedere meglio alle opportunità e al mercato, e instaurare un dialogo con i settori economici tradizionali.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Qualche esempio concreto?

GB: Le barriere di accesso ai finanziamenti europei, difficilmente superabili da una singola realtà creativa, possono essere invece affrontate al meglio da una compagine omogenea; il dialogo con le imprese e con il mercato, complicatissimo per il singolo artista o creativo, può essere strutturato al meglio attraverso strutture di marketing condivise, al servizio di tutta la rete. Non si devono necessariamente trasformare gli artisti in imprenditori, sarebbe un errore fatale, ma bisogna sviluppare la consapevolezza dell’importanza di questi aspetti, e creare nuove figure di ‘agenti di rete’ in grado di dare una svolta al settore culturale e creativo italiano, ancora molto ancorato a modelli del passato, per favorirne la sostenibilità economica e ‘sfruttarne’ le grandi potenzialità, nel’interesse di tutti. Il mercato della cultura e della creatività è basato sui talenti, e perciò potenzialmente infinito, e in gran parte è una galassia ancora da esplorare.

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