Corso in Marketing per il Turismo Culturale: Intervista a Mauro Felicori

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Mauro Felicori, Dirigente – Capo Dipartimento Economia e promozione della città e Direttore ad interim Settore Marketing urbano e turismo per il Comune di Bologna, sarà uno dei docenti del nuovo corso di Ater Formazione.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Dalla sua esperienza, quanto è cambiato il turismo, in questi ultimi anni? E quanto è importante il turismo culturale, oggi?

MAURO FELICORI: Bologna conosce uno sviluppo del turismo culturale da oltre dieci anni. In corrispondenza della preparazione dello svolgimento di Bologna2000 Capitale Europea della Cultura per la prima volta il Comune rafforzò la propria strategia turistica. La città ha storicamente una tradizione di turismo d’affari legata soprattutto alla fiera e un turismo congressuale molto significativo. Negli anni ’90 si cominciò a pensare allo sviluppo del turismo di tipo culturale, un percorso che ebbe poi i suoi massimi frutti con la selezione di Bologna come Capitale Europea della Cultura nel 2000. La cultura non è un veicolo per promuovere il turismo, ma lo sviluppo turistico porta al rafforzamento del sistema culturale. Si tratta di un rapporto biunivoco: i turisti sono una quota fondamentale del pubblico della cultura nelle grandi città.

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Negli ultimi anni ci troviamo di fronte ad alcune novità importanti: innanzitutto la Giunta Comunale attuale ha dimostrato grande determinazione nel voler rilanciare la promozione turistica della città, in secondo luogo una nota compagnia aerea low cost  ha rinnovato fino al 2018 l’accordo di collaborazione con l’aeroporto Marconi.

Arrivare a Bologna è meno costoso e ci si impiega meno tempo che in passato, per lo meno dalle altre città europee. Un altro cambiamento nel panorama turistico del capoluogo emiliano è dato dai notevoli investimenti nelle strutture alberghiere e ciò ha comportato un incremento delle stanze disponibili. In bassa stagione, nei fuori fiera, c’è dunque la necessità di aumentare le prenotazioni. Se tutti questi elementi saranno messi a sistema anche grazie alla determinazione del Comune ci sarà un rilevante sviluppo del settore.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: E, il web e i social media, quanto sono importanti per comunicare queste tematiche? Perché?

MF: Decisamente sì, non potrebbe essere altrimenti. Esiste un mercato dell’informazione e i media che lo compongono mutano contestualmente al cambio generazionale. Nei prossimi anni sarà preponderante la componente digitale rispetto ai mezzi di comunicazione tradizionali, per adesso è necessaria un’integrazione fra i due. Non avverrà per il momento un dominio totale dei nuovi media a discapito dei canali d’informazione cartacei: penso alla quota del turismo di lusso, che è e sarà a lungo fatalmente associato a tutta una serie di pubblicazioni di alto livello, a un materiale pubblicitario fortemente targettizzato coerente con il prodotto. La rete è un mezzo molto potente per veicolare messaggi pop e commerciali. I fruitori dei nuovi media corrispondono a precise fasce d’età, di condizione sociale e di livello d’istruzione. Per perseguire obiettivi nel marketing turistico la strategia comunicativa comporta una combinazione di differenti canali.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Quanto è importante saper sviluppare strategie commerciali che integrano tecniche di comunicazione tradizionali con quelle del Web 2.0?

MF: È una competenza necessaria nel mondo della comunicazione d’oggi. Anche noi che ci occupiamo della Promozione della Città per il Comune di Bologna puntiamo molto sulle possibilità fornite dal Web 2.0 con risultati molto soddisfacenti. Un esempio su tutti l’esperienza di “BlogVille” dell’APT Regionale Emilia Romagna: un innovativo progetto di “passaparola turistico” che ha prodotto più di 280 articoli pubblicati sui blog da autori di tutto il mondo, oltre 8,5 milioni di utenti raggiunti sui Social Network, 75 milioni di impressions su Twitter, oltre 3000 immagini e video condivisi dai blogger sul Web riguardanti il territorio e le sue eccellenze. Si tratta della trasposizione moderna dell’abitudine di ospitare inviati provenienti dalle testate specializzate in turismo per la pubblicazione di reportage sulla città. Esistono dunque strategie innovative di marketing legate alla Rete che nel settore turistico stanno dando risultati importanti.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Quali sono, a suo parere, le opportunità professionali che può dare ai partecipanti questo corso?

MF: Partecipando alla progettazione del corso in partenza Tecnico del Marketing per il Turismo Culturale, posso affermare che si tratta di un progetto formativo mirato, in cui si analizzeranno anche gli aspetti deficitarii del sistema turistico del nostro Paese. Abbiamo infatti un “prodotto” formidabile che si chiama Italia, un concentrato di beni culturali e paesaggistici tra i più importanti nel mondo. Questo patrimonio deve diventare un prodotto turistico facilmente vendibile, invece le nostre strutture alberghiere spesso sono di dimensioni ridotte, per cui quello che si guadagna in famiglia si perde in costi d’efficienza. Inoltre la  maggior parte dei turisti stranieri non è sicuro di vivere sempre situazioni di affidabilità, sono guardinghi e hanno la percezione di essere poco tutelati. L’obiettivo dei prossimi anni nel settore del turismo è dunque alzare gli standard qualitativi, migliorando sicurezza, precisione e organizzazione delle strutture. Partiamo da una materia prima straordinaria, Italia, bisogna perfezionare il prodotto. Lo spazio per gli esperti in marketing è dunque molto vasto, anche perché il mercato è in espansione. È stato rilevato un forte incremento del numero di persone che comincia per la prima volta a spostarsi con l’aereo, a viaggiare, a visitare paesi esteri. Gli operatori italiani possono dunque attivarsi per ottenere una quota di mercato quanto più ampia. La globalizzazione non porta solo nuovi turisti, ma genera centinaia di mete nuove ogni anno, non possiamo dunque accontentarci ma migliorare i processi di vendita dei nostri grandi tesori.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Ci può anticipare gli argomenti che affronterai durante il corso?

Le mie lezioni si concentrano sulle tematiche dei due campi di mia pertinenza. Innanzitutto si affronterà lo studio delle Politiche Culturali Urbane, che dalla fine degli anni ’70 in poi ha preso sempre più consistenza all’interno delle nostre istituzioni.  Dall’estate romana del cinema all’aperto di trenta anni fa al City Making (cioè pensare la città un prodotto culturale) di oggi la storia di questo settore ha portato grandi innovazioni nelle strategie di planning urbano. L’altro tema che proporrò è la Gestione dei Beni Culturali e le sue problematiche. Una città, un territorio, un singolo museo possono comunicare contenuti che costituiscono questi beni. Attraverso tecniche specifiche di marketing e comunicazione si può sfruttare tutto questo e renderlo fruibile da tutti. Un operatore turistico deve saper selezionare opere, musei, monumenti che sappiano parlare. È un lavoro di interfaccia per mediare le ricchezze di una città “comunicante”.

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