Corso Web e social network per la cultura. Intervista a Marco Zanichelli

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Marco Zanichelli, art director e graphic designer, ha lavorato per clienti nazionali e internazionali e negli ultimi anni ha collaborato con diversi Musei ed Enti Culturali. E’ uno dei docenti del corso “Web e Social Network per la cultura” organizzato da Fondazione Ater Formazione, che si terrà a partire dalla metà di maggio a Bologna. Ecco le sue opinioni sul corso.

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FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Secondo lei, chi partecipa al corso “Web e Social Network per la Cultura” quali opportunità potrà avere nel mondo del lavoro?

MARCO ZANICHELLI: Potrà rivolgersi al mercato in espansione della produzione di contenuti per il web e i social network, al mercato degli eventi site e specifiche, al mondo della progettazione di applicazioni per smartphone e tablet.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: A suo parere, chi è particolarmente indicato a frequentare questo corso?

MZ: Il tratto distintivo credo sia la curiosità: curiosità verso il mondo culturale, artistico, sia di livello “alto” che popolare, e soprattutto curiosità verso il pubblico. La relazione tra i due mondi, produttori di contenuti e fruitori, è sempre più sfumata, tanto che si parla infatti di “prosumer”. E’ da questo inedito incontro che nascono le idee più innovative ed originali del cosiddetto web 2.0.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Quali argomenti tratterà durante le sue lezioni?

MZ: Mostrerò il making of di diversi lavori che ho progettato negli ultimi anni per musei ed eventi culturali; tra gli altri: “Segui i tuoi fiorini”, un serious game per Palazzo Strozzi di Firenze, selezionato l’anno scorso a Museum Next di Barcellona; “Artemisia 2.0”, una mostra “transmediale” progettata per Spazio Gerra, a Reggio Emilia; “Marsili’s Spirit”, una app per una mostra condivisa da 5 musei di Bologna. Parlerò anche di cultural heritage, interaction design, gamification, marketing di prossimità, motion graphic e web design.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Perché è così importante, oggi, la formazione nell’ambito del web 2.0 per chi lavora nella cultura?

MZ: La rete è un canale di comunicazione sempre più pervasivo ed immediato; l’aumento della velocità di connessione, la diffusione di device sempre più potenti e “portabili” consentono interazioni dirette con il pubblico, finora praticamente inesplorate. Siti web, social network, blog, applicazioni native e webapp, motori di ricerca, sono tutte opportunità per entrare in relazione con il proprio pubblico, ma anche nuovi spazi dove creare e mostrare contenuti culturali. Questa doppia funzione di “media” e spazio “espositivo” rendono il web 2.0 un ecosistema imprescindibile da esplorare e utilizzare.

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