Mese: dicembre 2012

Master in Imprenditoria dello Spettacolo. Intervista a Corinna Conci

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Cinque domande a Corinna Conci, allieva del Master A.A. 2011/12. Ha svolto lo stage presso l’Osservatorio dello Spettacolo della Regione Emilia Romagna.

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FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: A che cosa ti è servito di più il Master in Imprenditoria dello Spettacolo che hai frequentato?

CORINNA CONCI: Questo Master mi è servito a capire che l’apparente contrasto tra natura creativa e attitudine alla concretezza genera un motore che si può guidare con cognizione precisa.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Quali materie hai trovato più interessanti?

CC: Mi hanno affascinato i racconti delle sfide culturali dei nostri insegnanti: le leggi, gli spettacoli, i metodi, sono i risultati di idee e decisioni di uomini e donne presenti in retroscena stra-ordinari dove si respirano incertezze e cambiamenti continui. Ho trovato interessante capire il funzionamento di grandi realtà in un mondo culturale complesso sia per la sua gestione che per il momento storico in cui si trova. Mi è piaciuta la fotografia realistica di questo settore densissimo e instabile che ha il suo punto di forza nella sua debolezza.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Pensi che il corso possa aiutarti nel tuo lavoro? Come?

CC: Collegare con una linea immaginaria punti distanti ti permette di visualizzare un disegno: il messaggio di cultura trasversale del Master permette di passare con consapevolezza da un punto di vista ad un altro. Questo meccanismo è fondamentale per me che lavoro in diversi settori come l’arte contemporanea, la psicologia e l’organizzazione di eventi.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: A chi consiglieresti di iscriversi?

CC: Se il Master in Imprenditoria dello Spettacolo fosse una persona, avrebbe un’identità solida ma multiforme: saprebbe destreggiarsi in diversi argomenti, dal management al costume teatrale, dalla danza alla legislazione, dal marketing alla musica, dalla psicologia all’economia. Presenterei questa persona sconosciuta a qualcuno che ha molta curiosità, la chiave che traduce discorsi apparentemente controversi in una lingua necessaria.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Cosa diresti per consigliare agli interessati l’iscrizione?

CC: Consiglierei questo Master a chi ha sensibilità sia per materie umanistiche che per materie economiche: è importante avere pre-disposizione verso entrambi questi mondi che si sostengono e vivono l’uno dell’altro. Durante la parte teorica del Master le lezioni sono impostate comunque per compensare le specializzazioni degli iscritti che possiedono lauree diverse tra loro; ci si trova così a sviscerare metodologie di gestione aziendale e l’ora seguente ci si immerge in elementi di drammaturgia teatrale. Nella parte pratica di Stage invece si potrà prendere una decisione più specifica ai propri interessi.

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Master in Imprenditoria dello Spettacolo. Intervista a Roberto Calari

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Cinque domande a Roberto Calari, Responsabile Area Cultura di Legacoop Bologna ed Emilia Romagna e vicepresidente di Fondazione Ater Formazione. Al Master in Imprenditoria dello Spettacolo insegna Autoimprenditorialità nello spettacolo e nella cultura.

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FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Come definiresti, in una frase, il Master in Imprenditoria dello Spettacolo?

ROBERTO CALARI: Una opportunità importante per costruire basi più solide per svolgere un ruolo nel mondo dello spettacolo e per unire una solida formazione teorica con un’esperienza diretta nelle principali imprese del settore a livello regionale o nazionale.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Quali sono, secondo te, i punti di forza del Master?

RC: In primo luogo la capacità di leggere i cambiamenti dei contenuti professionali richiesti dalle imprese del settore, una visione internazionale dei mercati, un’ottica interdisciplinare che tende a creare una capacità nuova di pensare all’interazione tra linguaggi e mercati della cultura. E poi la capacità di fornire un metodo e strumenti per analizzare il contesto sociale,economico e culturale in cui un’impresa della cultura è inserita o si deve inserire per ottimizzare la propria capacità di investimento, sviluppo e crescita e per affermare la propria responsabilità e funzione sociale.
Un altro punto di forza indubitabile è, poi, costituito dal fatto che attorno all’Università di Bologna, una delle più prestigiose del mondo, sta una realtà specializzata nell’alta formazione tecnica, artistica e manageriale, come Fondazione Ater Formazione, strumento che nasce dalle principali associazioni di categoria del settore spettacolo in Emilia-Romagna: Ater, Agis, Legacoop.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Cosa insegnerai al Master?

RC: Insegno autoimprenditorialità nel settore dello spettacolo e della cultura, nell’ottica, ampia, dei 13 settori della industria culturale e dell’industria creativa proprie degli studi più recenti dell’Unione Europea. In ogni impresa culturale è fondamentale sviluppare un apporto critico, una capacità di ogni risorsa umana di apportare energie, idee, forza vitale e creatività: per fare questo ci vuole insieme grande umiltà e capacità di apprendimento dalle figure organizzative ed artistiche dell’impresa, ma ci vuole anche una formazione adeguata “trasversale”, una capacità di conoscere le diverse funzioni dell’impresa e di sapersi inserire in questo contesto. Il Master cerca di creare le condizioni e gli stimoli affinché questo processo di apprendimento verso una più forte capacità di autonomia possa avvenire. Le decine di progetti di impresa che ho visto realizzare in questi anni dagli studenti del master nella simulazione finale del modulo rappresentano la ricchezza ed il talento che si può esprimere nel momento in cui si passa dal pensarsi come “dipendenti”, al pensarsi come “risorsa” di un’impresa della cultura o come “imprenditori di se stessi”: non a caso alcune di queste idee di impresa si sono poi realizzate concretamente ed hanno rappresentato un ulteriore opportunità di trasferire le conoscenze acquisite nel master nel mondo dell’impresa.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: A chi consiglieresti di iscriversi?

RC: A giovani con percorsi universitari in area umanistica o tecnica che abbiano una forte motivazione professionale verso il settore della cultura e che vogliano assumere, con la dovuta gradualità, ruoli direttivi e manageriali o che vogliano acquisire ulteriori competenze di alta formazione finalizzata ad accrescere la loro capacità di gestione di un’impresa nel settore.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Cosa diresti per consigliare agli interessati l’iscrizione?

RC: Che è una scelta importante, che certamente, come hanno dimostrato le esperienze di questi ultimi venti anni, può creare le condizioni per entrare dalla porta principale nel mondo delle imprese che producono cultura in Italia o in Europa. Bisogna applicarsi nello studio e nello stage ( un’esperienza lunga e formativa nelle imprese del settore) sapendo che passione, capacità di relazione e rigore nello studio possono creare le condizioni per importanti percorsi e ruoli nelle imprese o nelle Istituzioni culturali. Iscriversi è, quindi, un investimento ed una scelta importante per chi voglia effettivamente tentare di costruirsi il proprio futuro professionale nella cultura. E’ una scelta difficile, il cui esito non è scontato, ma credo di poter dire, alla luce di questi anni di esperienza, che il Master possa contribuire a fare la differenza e a dare a chi lo frequente gli elementi conoscitivi e le esperienze indispensabili.

Master in Imprenditoria dello Spettacolo. Intervista ad Antonio Taormina

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Cinque domande ad Antonio Taormina, Direttore del Settore Osservatorio e Ricerca di ATER – Associazione Teatrale Emilia Romagna. Al Master è presente come docente e coordinatore.

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FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Come definiresti, in una frase, il Master in Imprenditoria dello Spettacolo?

ANTONIO TAORMINA: Un corso di studi qualificato per quanti vogliono occuparsi professionalmente di management delle performing arts. E’ anche il primo master con tale specializzazione istituito da una università italiana.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Quali sono, secondo te, i punti di forza del Master?

AT: Sono molteplici: la presenza di uno staff di docenti di altissimo livello, che nel tempo ha costantemente aggiornato i piani didattici in relazione all’evoluzione delle competenze necessarie al settore; il rapporto consolidato con il mondo delle imprese, che consente l’organizzazione di tirocini mirati e strutturati e al contempo un rapporto diretto con il mercato del lavoro; la dichiarata specializzazione e dunque l’evidenza degli obiettivi.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Cosa insegnerai al Master?

AT: Marketing e comunicazione secondo una visione interdisciplinare, con specifico riferimento ai temi legati al  monitoraggio e all’osservazione della cultura.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: A chi consiglieresti di iscriversi?

AT: Ad aspiranti professionisti dello spettacolo consapevoli delle difficoltà ma anche delle potenzialità del settore.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Cosa diresti per consigliare agli interessati l’iscrizione?

AT: La rinascita del nostro Paese, secondo i più autorevoli studi e secondo istituzioni quali l’Unione Europea, è legata all’investimento in cultura e alla sua valorizzazione. E’ un processo improcrastinabile: richiederà nuove figure professionali che solo corsi post laurea di questo tipo possono formare. Lavoriamo per un futuro più vicino di quanto possa sembrare.