Mese: novembre 2012

Master in Imprenditoria dello Spettacolo. Intervista a Francesco Piccioni

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Cinque domande a Francesco Piccioni, allievo del Master A.A. 2011/12. Ha svolto lo stage presso il Teatro Comunale di Modena.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: A che cosa ti è servito di più il Master in Imprenditoria dello Spettacolo che hai frequentato?

FRANCESCO PICCIONI: Questo Master mi ha aiutato molto a capire il sistema culturale dello spettacolo dal vivo, a comprendere le leggi che lo regolano, le tecniche e le conoscenze che stanno alla base dell’organizzazione e dell’imprenditoria. Ad integrare i miei studi ed avere un riscontro con il mondo reale, fatto non solo di libri ma anche di esperienze formative sul campo, grazie alle quali noi allievi abbiamo avuto la possibilità di partecipare a quel singolare spettacolo che non è in palcoscenico, ma che si trova dietro le quinte.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Quali materie hai trovato più interessanti?

FP: Ho apprezzato molto economia della cultura, politiche culturali, comunicazione e marketing. Fondamentale, poi, legislazione dello spettacolo. Particolarmente utili e formative sono state anche le esercitazioni e i laboratori in classe, poiché hanno contribuito a sviluppare le nostre capacità in ambienti collaborativi e a dare ulteriore concretezza alle lezioni.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Pensi che il Master possa aiutarti nel tuo lavoro? Come?

FP: Senz’altro. Il corso, oltre a darmi delle conoscenze e degli strumenti necessari per il mondo del lavoro, ha contribuito a suggerirmi possibili sbocchi professionali rispetto alle mie attitudini e alle nozioni che avevo in precedenza. Le lezioni, assieme allo stage in teatro, mi hanno fornito occasioni per sperimentare ed entrare in contatto con persone e ambienti lavorativi, che mi hanno fatto capire non solo i meccanismi del prima, del durante e del dopo uno spettacolo o evento, ma anche come muoversi all’interno di questo mondo e come entrare in sintonia con l’ambiente lavorativo.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: A chi consiglieresti di iscriversi?

FP:  A tutti coloro che hanno intraprendenza e interesse verso la cultura, le arti e la società, coscienti del valore di un evento artistico e culturale riuscito al meglio!

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Cosa diresti per consigliare agli interessati di iscriversi?

FP: Che il Master può essere un’ottima palestra nella quale effettuare “il giro di prova” prima di iniziare la corsa. Che è stato un percorso affascinante che mi ha permesso di individuare dove voglio operare in futuro e di avere una mappa con cui orientare i miei interessi.

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Master in Imprenditoria dello Spettacolo. Intervista a Lucio Argano

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Cinque domande a Lucio Argano, docente presso l’Università Roma Tre e l’Università Cattolica di Milano. Al Master insegnerà Project Management degli Eventi di Spettacolo.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Come definiresti, in una frase, il Master in Imprenditoria dello Spettacolo?

LUCIO ARGANO: Una tradizione ed una certezza sin dai primi anni ’90 nella formazione organizzativa dello spettacolo dal vivo in ambito universitario pubblico.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Quali sono, secondo te, i punti di forza del Master?

LA: La sua storia, l’Ater Formazione e la sua esperienza pluriennale nello specifico della formazione nello spettacolo, la presenza del prestigioso Dams dell’Università di Bologna, la rete dei docenti che per metà sono professionisti del settore, il profilo istituzionale, il costo.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Cosa insegnerai al Master?

LA: Project management degli eventi di spettacolo.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: A chi consiglieresti di iscriversi?

LA: Studenti universitari, giovani artisti che vogliono riqualificare le proprie competenze.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Cosa diresti per consigliare agli interessati l’iscrizione?

LA: Questo master, a differenza di altri di impostazione più manageriale, cerca di equilibrare l’artigianalità e le tradizionali prassi del lavoro organizzativo dello spettacolo con l’innovazione delle moderne pratiche di gestione, cercando di stimolare le capacità imprenditoriali ed auto imprenditoriali dei partecipanti e fornendo al riguardo consapevolezza, strumenti ed approcci. Utile per avere una chance in più da giocare lavorativamente nel settore dello spettacolo dal vivo.

I docenti del corso Start-Up per l’Industria Musicale e il Cinema

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Una breve presentazione dei principali docenti del corso: tutti esperti del settore e protagonisti di progetti imprenditoriali di successo.

Un corso per conoscere le opportunità imprenditoriali offerte dal settore musicale, sviluppando capacità di analisi del contesto competitivo e conoscenze sulle tecniche e le modalità di implementazione di un business plan. Scadenza iscrizioni 20 novembre.

Tra i principali docenti del corso nomi di rilievo, come:

Pierfrancesco Pacoda. Profondo conoscitore del mondo della musica house, soprattutto delle sue tendenze più sperimentali, nelle quali si può scoprire la presenza delle più disparate fonti sonore: dall’acid jazz all’hip-hop, dalla musica elettronica alla tradizione nera, dal misticismo indiano alle fascinazioni gotiche.

Giordano Sangiorgi. Coordinatore del Meeting delle Etichette Indipendenti, la più grande kermesse della musica indipendente italiana, è anche presidente di AudioCoop, un’associazione di categoria (discografici, editori, produttori e artisti italiani indipendenti); nata nel 2000 all’interno del MEI di Faenza, rappresenta il 5% del mercato discografico italiano. Si rivolge a  etichette, produttori indipendenti e artisti che si autoproducono, Festival Musicali e tutto il settore degli operatori video.

Oderso Rubini. Protagonista della scena musicale italiana, promuove progetti discografici di avnaguardia nell’ambito della produzione indipendente. Insieme ad altri operatori, è stato l’anima dell’Harpo’s Bazaar, poi Harpo’s Music, dell’Italian Records e di iniziative come Bologna Rock. Attraverso l’attività indipendente sono venute a galla diverse realtà italiane, dai Great Complotto di Pordenone ai leccesi Band Aid, ai fiorentini Diaframma, con una straordinaria varietà di proposte che vanno dai demo autoprodotti ai singoli, ai discomix, sino ai CD distribuiti da una grossa multinazionale.

Master in Imprenditoria dello Spettacolo. Intervista a Paola Bignami

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Cinque domande a Paola Bignami, Docente Titolare di Teoria e Storia della Scenografia presso il Corso di Laurea DAMS e Docente Titolare di Storia del costume presso la Laurea Magistrale in Discipline dello spettacolo dal vivo. E’ Direttore del Master in Imprenditoria dello Spettacolo.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Come definirebbe, in una frase, il Master in Imprenditoria dello Spettacolo?

PAOLA BIGNAMI: Uno strumento utile per conoscere ed imparare l’organizzazione che sta dietro le quinte.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Quali sono, secondo lei, i punti di forza del Master?

PB: L’obbligo della frequenza e quindi l’incontro con gli operatori del settore oltre ad un tirocinio (o stage) personalizzato ed individuale per ciascun allievo.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Cosa insegnerà al Master?

PB: Organizzazione dello spazio; all’interno anche analisi  dei materiali (scene e costumi) derivati dallo spettacolo come strumenti di  promozione culturale e nuovo marketing.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: A chi consiglierebbe di iscriversi?

PB: chi voglia rimanere a lungo nel mondo dello spettacolo, senza fare l’artista (cantante, attore o regista) ma lavorando creativamente in equipe con un’ attività impegnativa, talvolta frenetica ma molto soddisfacente.

FONDAZIONE ATER FORMAZIONE: Cosa direbbe per consigliare agli interessati l’iscrizione?

PB: Non sta a noi, naturalmente, dire che siamo tra i migliori nel settore della formazione! Sicuramente, però, il nostro Master è (uno dei, o forse il più…) serio per esperienza, tradizione, impegno.