Mese: agosto 2012

Pronti a ripartire? In autunno due corsi finanziabili con i voucher formativi regionali!

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Tra un po’ arriverà l’autunno e, assieme ad esso, anche i nuovi corsi Ater! La quota di iscrizione per “Finanziamenti europei e internazionalizzazione della cultura” e “Web e social network per la cultura” potrà essere coperta tutta o in parte con i voucher formativi regionali

L’attività formativa Ater riparte per l’autunno 2012 con due corsi finanziabili attraverso voucher formativi regionali: Finanziamenti europei e internazionalizzazione della cultura” e “Web e social network per la cultura”.

Entrambi i corsi sono rivolti a disoccupati laureati, occupati diplomati e occupati laureati e hanno la durata di 224 ore (28 giornate), di cui 160 di aula e 64 di stage.

Il costo per ciascun corso è di euro 2.200 con possibilità di finanziamento a copertura totale o parziale attraverso voucher formativi da richiedere alla propria Regione di residenza (solo per i residenti in Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Valle d’Aosta, Veneto). Per richiedere il voucher c’è tempo fino al 21 settembre.

Per maggiori info, consultate il sito www.altaformazioneinrete.it alla voce “utenti”.

Scadenza per la richiesta di voucher formativo → 21 settembre

Scadenza per iscrizione al corso “Finanziamenti europei e internazionalizzazione della cultura” → 10 aprile 2013

Scadenza per iscrizione al corso “Web e social network per la cultura” → 15 aprile 2013

Per info sul contenuto dei corsi e i docenti, seguite il nostro blog in cui pubblicheremo interviste, approfondimenti e curiosità.

Per scaricare le schede di presentazione dei corsi e le schede d’iscrizione, visitate il sito www.oltrelequinte.it alla voce “Attività formative”.

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Intervista a Roberto Calari, tra nuove idee e autoimprenditorialità

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Intervistiamo oggi Roberto Calari, responsabile Area Cultura Legacoop di Bologna e Emilia Romagna. Docente dei prossimi corsi, vi svela i segreti per mettere in pratica idee imprenditoriali di successo, tra autoimprenditorialità e competenze trasversali

Autoimprenditorialità e competenze trasversali

ATER: Durante il corso si occuperà di autoimprenditorialità, motivazione e acquisizione di competenze trasversali. Può fornirci qualche anticipazione?

Roberto Calari: La capacità di assumere una logica imprenditoriale nel proprio approccio al lavoro nella cultura è un elemento fondamentale , che può connotare fortemente il “ percorso di carriera” nel settore e dare ad esse quel segno di “concretezza” e, insieme, di “visione” e “innovazione” che sono fattori imprescindibili per chi voglia affrontare ruoli di direzione nei diversi ambiti del management dell’impresa culturale.
Il valore dell’autonomia e della capacità propositiva è , infatti, componente essenziale del lavoro in un settore come quello culturale in cui la componente “fattore umano” e “apporto cognitivo e creativo” rappresentano i fattori produttivi essenziali per lo sviluppo di un’impresa.
Questo approccio all’autoimprenditorialità non è però scontato in tanti giovani, portatori di grandi capacità e potenzialità culturali, ma va formato e alimentato tramite adeguati momenti formativi. Esso si alimenta infatti dell’apprendimento di una specifica capacità di analizzare, studiare ed utilizzare nelle proprie scelte quegli elementi e quelle caratteristiche identitarie, economiche, sociali e culturali del “ territorio” in cui l’impresa culturale è inserita.
Si fonda su questa competenza del rapporto tra impresa- mercato- territorio la sfida competitiva delle realtà imprenditoriali ed associative del settore: da questa capacità di lettura e di analisi del territorio nascono infatti le competenze più preziose ed innovative per il settore in grado di integrare e valorizzare le specifiche competenze e capacità produttive in ambito culturale dell’impresa con una lettura attenta degli scenari e delle condizioni di opportunità fornite dal territorio di insediamento.

ATER: Quali sono state le sue esperienze più significative in ambito professionale e che importanza ha avuto per la sua carriera la logica imprenditoriale?

RC: La mia esperienza è fortemente connessa a questa opportunità di acquisire una lettura orizzontale delle dinamiche dei sottomercati della cultura nel rapporto tra un ruolo fondamentale delle politiche culturali pubbliche e la relazione con il crescente ruolo dei privati, sempre però animato da un orizzonte etico e di interesse sociale e pubblico.
Le prime esperienze nel teatro in Emilia Romagna a fine anni ’70 nel rapporto in Convenzione tra pubblico e privato sono una testimonianza di questa relazione che ha cambiato profondamente la realtà del teatro italiana di quegli anni introducendo concetti fondamentali come “radicamento in un territorio”, “teatri di produzione”, “ diritto alla cultura” dei cittadini, “decentramento” ( esempi Nuova Scena, Coop La Baracca, Accademia Perduta, Compagnia del Collettivo).
Poi la straordinaria esperienza progettuale di Bologna 2000 Capitale europea della cultura, troppo poco studiata ed analizzata nel nesso, possibile, tra cultura e sviluppo territoriale che, se pur per un periodo breve, date le condizioni politiche in cui si è svolta, questa esperienza progettuale è, comunque, stata in grado di generare. E il progetto di Distretto multimediale a Bologna, firmato insieme all’Università, nel 2000 per dare a Bologna un ruolo internazionale che ha, ancora oggi, le condizioni di avere nella produzione di contenuti digitali multipiattaforma…. Sono passati dieci anni ed ora, in condizioni nuove, il tema si pone con forza nel piano strategico di Bologna. La nascita di tante imprese, anche provenienti dalle opportunità formative che con Fondazione Ater promuoviamo in modo specialistico dagli anni ’90, , che ha arricchito il territorio di esperienze innovative e dato nuovo protagonismo a giovani talenti in area culturale.
Infine l’ambito progettuale connesso alla valorizzazione ai fini di attrattore turistico dei principali eventi e delle principali manifestazioni culturali e di spettacolo della Sardegna: un progetto lungo ed ambizioso, progettato e gestito per Ater, come project leader: un progetto che credo abbia identificato un metodo possibile di lavoro” in rete “ tra più protagonisti per promuovere il territorio a partire dalla cultura.

ATER: Quale consiglio personale darebbe ai giovani che vogliono avviare un’impresa culturale oggi, nonostante crisi economica e tasso di disoccupazione crescente?

RC: Lavorare duro nella formazione delle proprie competenze è una condizione essenziale. Conoscere i linguaggi e le esperienze che attraversano l’universo della cultura in una fase di grande cambiamento è fondamentale, ma non basta. E’ indispensabile capire che l’ottica, la lettura del proprio agire nella produzione ed organizzazione culturale, che sia nello spettacolo, nel cinema o nei Beni culturali deve essere connessa alla capacità di leggere il ruolo e la missione dell’impresa culturale nel suo rapporto con lo sviluppo economico e sociale di una comunità. Identità da un lato, ma sviluppo ed opportunità di crescita e di futuro , dall’altro. Ecco perché ho condiviso e condivo un lavoro di studio da anni nell’Osservatorio dello spettacolo della Regione Emilia Romagna sulla realtà dello spettacolo in Regione; ed ecco perché ho creduto importante contribuire, con Roberto Grandi ed altri ricercatori, con Ervet a creare le condizioni per un’analisi approfondita della dimensione del posizionamento nazionale ed internazionale della presenza dell’Industria Culturale e creativa nella nostra regione. Dati incoraggianti che ci dicono come operare in questi settori sia un’opportunità per il presente e per il futuro , nonostante la crisi economica e la sottovalutazione che, in modo poco lungimirante la politica ha dedicato ad esso. Dai risultati della ricerca è nata, infatti, una nuova consapevolezza da parte della Giunta Regionale dell’Emilia Romagna e di molti Comuni ed Istituzioni, oltre che delle principali categorie economiche che “ cultura e creatività” rappresentino un possibile importante fattore di sviluppo per l’economia regionale ed europea nei prossimi anni e che, quindi, si tratti di sostenere e favorire la crescita di nuove competenze e di nuove imprese in questo settore e di identificare nuovi strumenti per la promozione di esse nei mercati europei ed internazionali.
Una regione ad alta intensità di “cultura e creatività” rispetto ad altre, come dimostrano le ricerche e le linee di indirizzo della Commissione europea connesse alla cultura, è certamente ed inequivocabilmente, in grado, infatti, più delle altre di affrontare la crisi economica con uno sguardo rivolto alla crescita e all’innovazione, oltre che alla salvaguardia e tutela delle specifiche identità culturali territoriali. Lavorare consapevolmente e con visione nella cultura può essere, quindi, una prospettiva, certo impegnativa, ma appassionante e nella quale potranno svilupparsi nuove opportunità di crescita.