Mese: maggio 2012

Progettare nuove imprese. Intervista ad Antonio Barresi

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Intervistiamo oggi Antonio Barresi, responsabile del Servizio Progetti d’impresa della Provincia di Bologna

 

Le sue lezioni verteranno sulle tecniche di implementazione di un business plan e sull’ideazione di un progetto di nuova impresa.

 

ATER: Quali sono le sue esperienze più significative in ambito professionale e cosa offre in questo senso la Provincia di Bologna?

Antonio Barresi: Pochi arrivano con le idee chiare, ma su questo ci siamo noi. La cosa più sconcertante è la bassa percentuale di coloro che sono disposti a lavorare per la definizione della propria idea.

Faccio questo lavoro da quindici anni e posso sicuramente dire che l’elemento più critico di questo tipo di utenza – i futuri imprenditori – è quello di concentrarsi prevalentemente sui possibili aiuti finanziari a cui accedere, trascurando invece tutto il resto, prodotto e concorrenza compresi. È questione di errato approccio all’idea.

Posso però parlare anche delle esperienze interessanti con coloro che hanno capito qual è la giusta impostazione da dare alla propria idea di business. Mi riferisco a chi si è messo sotto rimboccandosi le maniche e andando in giro a cercare dati, informazioni, contatti che poi ha sintetizzato in un business plan.

Questi rappresentano la mia più grande soddisfazione professionale: non c’è cosa più bella del vedere un’idea abbozzarsi e, dopo qualche mese, vederla realizzata in un’impresa reale, possibilmente di immediato successo di mercato e di opinione pubblica.

La Provincia di Bologna, attraverso Progetti d’impresa, aiuta a mettere a fuoco un’idea.

 

ATER: Durante il corso si occuperà di ideazione di progetti e business plan. Può fornirci qualche anticipazione?

AB: Attraverso il mio modulo intendo trasmettere ai partecipanti la consapevolezza della necessità di porre basi solide alla propria idea imprenditoriale, ragionando sugli aspetti fondamentali che possono costituire le basi del progetto di impresa.

Allo stesso tempo vorrei comprendessero l’importanza di un piano di impresa ben fatto, coerente con le finalità e l’idea di partena, e sufficientemente dettagliato. La pianificazione infatti riduce al minimo il rischio di spiacevoli errori.

 

ATER: Quale consiglio personale offrirebbe ai giovani che vogliono avviare un’impresa culturale oggi?

AB: Di sicuro di non improvvisarsi imprenditori. Avere a disposizione qualcuno che conosce il settore perché ci lavora o ha avuto esperienze dirette è una opportunità da “cogliere al balzo”.

Frequentare questi momenti di formazione, per esempio, è una delle cose più sagge da fare.

È ovvio che tutte le esperienze formative hanno un inizio e una fine ma, grazie ai servizi e alle strutture presenti nel nostro territorio chi ha la voglia di proseguire col suo progetto imprenditoriale può continuare ad avere i giusti riferimenti per approfondire e, se tutto procede per il verso giusto, rendere operativa la propria idea d’impresa.

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