Intervista ad Andrea Pignatti e Barbara Grazzini di InEuropa

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Intervistiamo oggi i vertici della società InEuropa Srl, Andrea Pignatti e Barbara Grazzini, che faranno parte del gruppo docenti del prossimo corso Ater dedicato all’internazionalizzazione della cultura

ATER: Siete entrambi consulenti e fondatori di InEuropa Srl, oltre ad essere rispettivamente presidente e vice della società. Di cosa vi occupate esattamente e come nasce il vostro interesse per l’Europa?

Andrea Pignatti: InEuropa nasce dall’unione di professionalità e competenze complementari nel campo dei finanziamenti comunitariIo sono più orientato all’informazione e alla creazione di strumenti di orientamento e di facilitazione per l’accesso ai finanziamenti comunitari

Barbara Grazzini: Il mio lavoro si focalizza più sullo sviluppo di progetti e gestione amministrativa e finanziaria degli stessi. L’interesse per l’Europa nasce dalla curiosità di conoscere gli altri Paesi, le culture, gli approcci e la voglia di far crescere il nostro paese e le persone

ATER: Cosa vuol dire “internazionalizzare un progetto” e quali opportunità offre in questo senso l’UE?

AP: Internazionalizzare significa per noi trasformare un’idea in un progetto transnazionale al fine di ampliare lo spazio di azione accrescendo conoscenze, innovazione e competenze grazie al lavoro congiunto e alla cooperazione con altri soggetti di Stati europei diversi. Su questo fronte l’Europa interviene fornendo contributi economici che facilitano questo processo attraverso l’attivazione di programmi europei pluriennali che verranno affrontati durante il corso. L’impresa che partecipa ad un progetto comunitario guadagna in conoscenze, in relazioni ed in opportunità di sviluppo della propria attività

ATER: Disoccupazione e crisi economica costringono sempre più spesso le buone idee imprenditoriali a restare chiuse in un cassetto, soprattutto in un ambito particolarmente colpito dai tagli come quello della cultura. Cosa consigliereste ai giovani interessati ad avviare un’attività?

AP: È una domanda complessa a cui rispondere. Sicuramente non è un momento propizio per i giovani e per il lavoro. Essere imprenditori di se stessi, avere il coraggio e la grinta per innovare e porsi sul mercato non è cosa facile in questo momento, ma può essere, dall’altro lato, il modo per sviluppare occupazione nuova e per crescere

BG: Crediamo che il confronto europeo, attraverso anche i programmi di mobilità che l’Europa offre, possa stimolare i giovani ad elaborare nuove idee e, indirettamente, ad accrescere lo spirito imprenditoriale per lo sviluppo di nuove imprese culturali in Italia e non solo

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