Mese: aprile 2012

Pierfrancesco Pacoda: il mercato della musica

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Intervistiamo oggi Pierfrancesco Pacoda, esperto in comunicazione nel settore della Musica e Docente del Dams di Bologna e del Master in Comunicazione Musicale dell’Università Cattolica di Milano

Start-up per imprese culturali settore musica

Durante il corso di specializzazione “L’impresa culturale: start-up per il cinema e l’industria musicale”, Pierfrancesco Pacoda tratterà argomenti quali il settore musicale e il contesto competitivo, analisi della domanda e dell’offerta, come cambiano i consumi giovanili, analisi delle tendenze e come i portali più innovativi parlano di musica.

ATER: Quali sono le sue esperienze più significative nel settore musicale e, secondo lei, come sta cambiando in riferimento alle nuove tecnologie?

Pierfrancesco Pacoda: La mia esperienza più significativa è sicuramente legata al periodo, nell’immediato passato, nel quale mi sono occupato della comunicazione di Irma Records, una etichetta di Bologna che, a fine anni ’90, aveva conquistato un importante segmento di mercato internazionale investendo sul suono italiano dei nuovi musicisti elettronici e della cosiddetta “cocktail music”. Cito in particolare le tre serate Irma ospitate dal prestigioso festival jazz di Montreux in Svizzera, i concerti al Blue Note di Londra, i festival a Parigi. Mentre, per venire ad oggi, ho curato la comunicazione internazionale delle ultime due edizione del festival “La Notte della Taranta” a Melpignano, riuscendo a portare le tradizioni del Salento, terra dalla quale provengo, sui grandi media internazionali. Il mercato è cambiato in maniera irreversibile, l’avvento della tecnologia digitale ha portato al suo compimento un lungo processo di “democratizzazione” del fare musica. Leggi il seguito di questo post »

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Corso “Finanziamenti europei e internazionalizzazione della cultura”

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A volte non basta solo avere una buona idea per far partire un’impresa culturale, ma servono anche investimenti in tempo e denaro. In questo, i fondi della comunità europea aiutano: è possibile infatti partecipare ai bandi per i finanziamenti europei per realizzare progetti non solo in Italia

Il corso di specializzazione “Finanziamenti europei e internazionalizzazione della cultura” durerà 100 ore nelle quali i 16 partecipanti – selezionati tra occupati (anche con contratti atipici) in imprese della cultura e dello spettacolo o titolari di impresa individuale o giovani professionisti a partita IVA – impareranno meglio a conoscere il mondo dei fondi europei e le modalità di accesso

Il corso affronta la dimensione internazionale della produzione e del mercato della cultura, alla luce dell’evoluzione dei diversi sottomercati e delle politiche culturali europee e italiane. Analizza le principali pratiche per la gestione di collaborazioni sul versante dei festival, delle coproduzioni, delle reti culturali, mettendo a fuoco alcune tendenze recenti. Fornisce anche competenze di progettazione, fondamentali per le organizzazioni che intendono partecipare con successo ai bandi europei

Si tratta di competenze importantissime, se si pensa al rilievo che tali finanziamenti hanno acquisito in questi anni e andranno ad acquisire sempre più negli anni all’interno del settore.  Leggi il seguito di questo post »

Giordano Sangiorgi, coordinatore del MEI, per le imprese musicali

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Intervistiamo oggi Giordano Sangiorgi, Coordinatore MEI, che farà parte del gruppo docenti per il corso di specializzazione “L’impresa culturale: start-up per il cinema e l’industria musicale

Nelle lezioni si occuperà di argomenti quali il settore musicale e il contesto competitivo, rete delle etichette indipendenti, MEI e collegamenti con media, festival e web, evoluzione negli stili di consumo e promozione degli artisti, pratiche innovative di comunicazione.

ATER: Cominciamo parlando del suo rapporto con il settore musicale: è cominciato tutto da una grande passione? Che difficoltà ha incontrato?

Giordano Sangiorgi: La passione è quella che muove, come in tutte le forme d’arte, la musica nel nostro paese. Ne è il principale motore. Per funzionare al meglio poi, se si passa dalla parte degli organizzatori, è necessario aggiungere competenza, aggiornamento, visione e capacità di relazioni. In Italia fare musica è difficile per tutti: non vi sono leggi che la regolamentano e il settore non è mai entrato a pieno titolo tra quelli da fare crescere e sviluppare all’interno dei progetti legati ai beni culturali del nostro paese (dove invece sono ben presenti le fondazioni liriche, il teatro il cinema e così via) e inoltre non è mai stata fatta una politica di sistema per tale settore lasciato troppo nelle mani dei privati, perlopiù multinazionali, se si escludono interventi degli enti locali a livello regionale e comunale a macchia di leopardo. Leggi il seguito di questo post »

Corso “L’impresa culturale: start-up per lo spettacolo e le arti visive”

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Anche per il secondo corso dedicato alle imprese culturali la parola d’ordine è “start-up”. Avere buone idee non basta, occorre infatti riuscire a concretizzarle e non c’è niente di meglio per farlo che partire “step by step” cominciando dal primo passo, l’avvio, proprio quello sul quale gli argomenti del corso si concentreranno

Il corso di specializzazione “L’impresa culturale: start-up per lo spettacolo e le arti visive” è della durata complessiva di 48 ore e coinvolgerà i partecipanti una volta la settimana ogni mercoledì a Bologna, per sei incontri che partiranno da inizio giugno fino a metà luglio dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18.  Leggi il seguito di questo post »

Corso “L’impresa culturale: start-up per il cinema e l’industria musicale”

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Ad inizio giugno partiranno i due corsi dedicati alle imprese culturali in cui si tratteranno i temi delle start-up. Il primo è dedicato al mondo del cinema e all’industria musicale

Per 48 ore, ogni giovedì a Bologna, nei sei incontri settimanali che partiranno da inizio giugno fino a metà luglio, i professionisti selezionati seguiranno il corso di specializzazione “L’impresa culturale: start-up per il cinema e l’industria musicale”. Leggi il seguito di questo post »

Intervista ad Andrea Pignatti e Barbara Grazzini di InEuropa

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Intervistiamo oggi i vertici della società InEuropa Srl, Andrea Pignatti e Barbara Grazzini, che faranno parte del gruppo docenti del prossimo corso Ater dedicato all’internazionalizzazione della cultura

ATER: Siete entrambi consulenti e fondatori di InEuropa Srl, oltre ad essere rispettivamente presidente e vice della società. Di cosa vi occupate esattamente e come nasce il vostro interesse per l’Europa?

Andrea Pignatti: InEuropa nasce dall’unione di professionalità e competenze complementari nel campo dei finanziamenti comunitariIo sono più orientato all’informazione e alla creazione di strumenti di orientamento e di facilitazione per l’accesso ai finanziamenti comunitari

Barbara Grazzini: Il mio lavoro si focalizza più sullo sviluppo di progetti e gestione amministrativa e finanziaria degli stessi. L’interesse per l’Europa nasce dalla curiosità di conoscere gli altri Paesi, le culture, gli approcci e la voglia di far crescere il nostro paese e le persone Leggi il seguito di questo post »

Andrea Pignatti per i finanziamenti europei

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Consulente e formatore per l’ideazione e gestione di progetti europei, è presidente della società InEuropa Srl di Modena dal 2006. Coordina inoltre i siti della Regione Emilia Romagna sui finanziamenti europei, tema di cui tratterà in veste di docente ai corsi Ater

 Finanziamenti europei

Anche Andrea Pignatti, presidente della società di consulenza InEuropa Srl, farà parte del gruppo di docenti che accompagneranno tutti i partecipanti ai prossimi corsi Ater alla scoperta dei finanziamenti europei e dei progetti finanziabiliLeggi il seguito di questo post »